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È dimostrato: le persone scorrono i siti web

Uno studio di Nielsen Norman Group intitolato Scrolling and Attention mostra come è cambiato il modo di navigare delle persone.

Quando si realizza un sito web o una singola pagina, uno dei timori più diffusi è che i contenuti non immediatamente visibili nella prima schermata non vengano visti perché si suppone che le persone non abbiano voglia di "scorrere in giù" o non siano abituate a farlo.

Per chiarire questo dubbio abbiamo esaminato un studio di Nielsen Norman Group intitolato Scrolling and Attention condotto con 120 partecipanti, su centinaia di siti diversi, utilizzando l'eytracking (tecnologia che traccia i movimenti dell’occhio). Nel documento emerge che nel 2010 l’80% del tempo di visualizzazione delle pagine web veniva speso nella prima schermata (area chiamata tecnicamente "sopra la piega") e solo il 20% sui contenuti visibili scorrendo la pagina.

Nel 2018, dopo aver ripetuto il medesimo studio, il dato è molto cambiato: l’80% è sceso al 57% a dimostrazione che le persone hanno dedicato più tempo ai contenuti posizionati dopo la prima schermata (area chiamata tecnicamente "sotto la piega").

Lo studio dimostra inoltre che "il limite" fino al quale i contenuti si possono considerare ancora ben visibili è la terza schermata. È come se la piega si fosse abbassata: nel 2010, infatti, l’80% del tempo di visualizzazione veniva speso nella prima schermata; a distanza di otto anni l’81% del tempo viene trascorso nelle prime tre.

La spiegazione più plausibile è che le persone si siano semplicemente abituate a scorrere i siti. A consolidare questa abitudine ha sicuramente contribuito l’avvento dei dispositivi mobili che, incolonnando le informazioni presenti nelle pagine web, presentano siti sempre molto lunghi e i social media con il loro funzionamento "a scroll" per visualizzare la lista di post e notizie.

Nel web design, inoltre, sono state trovare espedienti grafici accattivanti per far capire alle persone che la pagina non è finita alla prima schermata.

La conclusione che possiamo trarre dallo studio è che non è necessario comprimere tutti i contenuti importanti in alto, anzi, un eccesso di elementi potrebbe generare rumore visivo e confusione che renderebbero difficoltosa la concentrazione. La prima schermata continuerà ad avere sempre un ruolo fondamentale ma non nel presentare tutto e subito bensì come scintilla per catturare l’attenzione, ingaggiare, invitare a proseguire la navigazione.

 
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