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Google conferma un rarissimo bug del suo algoritmo

John Mueller ha confermato l'esistenza di un raro bug dell'algoritmo che impedirebbe ai siti web di comparire nelle ricerche per qualsiasi parole chiave.

John Mueller, durante un SEO Office Hours, ha confermato che ancora oggi esiste un raro bug dell'algoritmo che impedirebbe ai siti web che ne sono afflitti di comparire nei risultati di ricerca per qualsiasi parole chiave, compreso il nome di dominio stesso.

Non ci sarebbe modo di rilevare questa penalità, nemmeno dalla Search Console. Ed è perciò impossibile inviare una richiesta di riconsiderazione al motore di ricerca.

Questo fenomeno si è manifestato per la prima volta intorno al 2004: il sito apparentemente non aveva problemi perché gli strumenti indicavano correttamente la famosa barretta verde del PageRank e non quella grigia, allora segno inequivocabile di penalizzazione, tuttavia era completamente assente nei risultati di ricerca.

Dalle analisi emerse che quel dominio era stato precedentemente utilizzato da qualcun altro come sito spam; e solo contattando l'ingegnere di Google Matt Cutts fu possibile rimuovere la penalizzazione facendo tornare il domino regolarmente indicizzato.

Questa sanzione fu battezzata penalizzazione di dominio legacy perché in informatica, un sistema legacy, è un'applicazione o un componente obsoleto, che continua ad essere usato poiché l'utente (di solito un'organizzazione) non intende o non può rimpiazzarlo.

 
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